Il Blog della Fondazione

La storia di Giovanni Custodero

Giovanni Custodero era un ragazzo come tanti: amava giocare a calcio a 5 e amava la vita. Eppure la vita, lo sappiamo, riserva anche delle brutte sorprese.
Era il 2017 quando, a seguito di un sospetto gonfiore della caviglia, al giovane Giò fu diagnosticato un grave sarcoma sinoviale.

Non appena venne chiarita l’entità del male, la famiglia di Giovanni si prodigò per fargli avere le migliori cure, a Firenze, presso il reparto di Radioterapia Oncologica di Careggi.
Come avrete già intuito, però, questa storia non è esattamente a lieto fine, ma non per questo è meno meritevole di essere raccontata: purtroppo certe volte questi mali non vengono sconfitti. In questo caso, ciò che ci preme sottolineare è sia il percorso di Giò, sia ciò che ha lasciato in dono ai suoi cari e a tutti noi.

Giovanni, nella sua incessante lotta, aveva scelto fin da subito una soluzione drastica: l’amputazione della gamba, cui seguì un periodo felice durante il quale potette, fortunatamente, godersi appieno la vita.
Continuò a raccontare le sue vicende, senza mai fermarsi. Mettendoci la faccia cercava di essere d’aiuto verso il prossimo, e ci riusciva: sono state davvero tante le persone raggiunte a cui è riuscito a trasmettere forza.

Riuscì persino a creare una community attorno alle sue vicende, e con degli amici mise su delle campagne di crowdfunding per finanziare i propri “viaggi della speranza”, come li chiamava lui stesso, alla volta di Firenze.
Il suo simbolo era una raffigurazione di Leonida di Sparta, e per tutti ormai Giò era il “Guerriero sorridente”, un sorriso che nessuno gli ha mai tolto, e con cui ha saputo contagiare tutto il reparto di Radioterapia oncologica di Careggi.

Giò purtroppo non ce l’ha fatta: ci ha lasciati a inizio 2020 dopo una recrudescenza inarrestabile del tumore.
Tuttavia, il Giò che conosciamo continua a essere fra noi grazie ai desideri che la madre e la sorella continuano a trasformare in realtà: dalla creazione di un’associazione a suo nome, passando per un libro e un fumetto contenenti la sua storia, al fine di ispirare tante altre persone nella sua situazione, e non ultima la donazione effettuata alla FRO Onlus, che Elena Maggi, madre di Giovanni, ci ha consegnato il 28 dicembre scorso.

Grazie di tutto Super Giò. Grazie Guerriero Sorridente!

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